EFT: medico e paziente collaborano

Foto di Kathleen L Grant

Foto di Kathleen L Grant

Un bambino di 7 anni,  che chiameremo Giovanni, deve affrontare terapie mediche molto stressanti e al tempo stesso dolorose a cadenza settimanale per almeno sei mesi consecutivi. I medici vista la giovane età e la normale non collaborazione dei giovani pazienti optano per sottoporre il piccolo a queste terapie in sedazione. I genitori preoccupati della situazione clinica e al contempo dell’avvelenamento che il bambino subirebbe a causa delle frequentissime sedazioni, si rivolgono a me chiedendo un aiuto.

Dopo un colloquio approfondito con i genitori concordo di affrontare la delicata situazione con EFT. Giovanni non oppone alcuna resistenza e si lascia condurre con delicatezza nelle sfere delle sue molteplici emozioni. Un bambino colorato e consapevole. La paura, la rabbia, il senso di ingiustizia e di impotenza a poco a poco si trasformano in forza, concentrazione e profonda fiducia in se stesso e nel medico che si prende cura di lui. Proponiamo ai medici di dare a Giovanni una possibilità. Di poter affrontare non sedato la sua terapia, almeno per una volta, almeno una possibilità…. I medici storcendo un po’ il naso concedono questa grande opportunità.

Ed ecco cosa accade. Ci ritroviamo in una saletta buia, dall’aria caldissima e ricolma di camici bianchi incuriositi e scettici. Giovanni si siede composto e concentrato. Cala un profondo silenzio. Un respiro, ancora qualche leggera pressione con le dita negli agopunti e Giovanni dà il suo via. Rimane perfettamente immobile e in assoluto silenzio, si affida ai medici con estrema consapevolezza. L’emozione è palpabile, dopo un po’  i medici che assistono iniziano a parlottare e a lasciarsi sfuggire qualche sorriso partecipe. Il primario che sta trattando Giovanni diventa suo complice, la relazione diventa paritaria. Dopo un tempo inquantificabile, Giovanni solleva la manina e dice basta. IL medico immediatamente, come promesso, interrompe la terapia. Il primario si alza in piedi, gli stringe con vigore  la mano. Si guardano negli occhi, seri e soddisfatti entrambi e il medico dice: “Giovanni, sei molto più grande di molti grandi. I miei più sinceri complimenti. Ti ringrazio della collaborazione. Continuiamo così. Fossero tutti come te….!!!!”

Quella piccola saletta assume un altro colore.

Giovanni fiero di se stesso ringrazia sorridendo pronto ad affrontare il suo cammino.

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